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Arrivati sull’isola

Non serve il suono della sveglia per farci aprire gli occhi. Le prime luci iniziano a filtrare dagli oblò e si intravedono le coste sarde in lontananza.

Ci godiamo l’alba dal traghetto. Il sole sta nascendo dietro di noi e con i sui raggi inizia ad illuminare le colline del Golfo Aranci (alla nostra destra).

Uno spettacolo mozzafiato!

Prima alba SardaCi godiamo l’alba dal traghetto. Il sole sta nascendo dietro di noi e con i sui raggi inizia ad illuminare le colline del Golfo Aranci (alla nostra destra). Uno spettacolo mozzafiato!!

Impieghiamo quasi un’ora per attraversare il golfo di Olbia ed arrivare al porto, la nostra sensazione è che il tempo non passi più.

Le moto ci stanno chiamando e noi iniziamo a scalpitare.

Potrà sembrare una sciocchezza ma sono mesi che sogniamo di mettere piede su quest’isola ed essere finalmente arrivati è come realizzare un piccolo sogno.

Scendiamo dal traghetto che sono solo le 7e30, siamo in piedi già da qualche ora e la fame inizia a prendere il posto all’emozione. Decidiamo di fermarci a fare colazione ad Olbia e poi di partire per il golfo di Orosei dove abbiamo intenzione di passare i primi 4 giorni, tra camminate impegnative e bagni nelle calli più belle nel mondo.

Con la pancia piena imbocchiamo la Strada Statale 125, anche detta l’orientale Sarda. Una delle “perle” della Sardegna, almeno dal punto di vista dei centauri come noi. I 302 km di curve, che portano da Olbia a Cagliari, sembrano non finire mai. Si snodano per tutta la lunghezza dell’isola regalando continue emozioni. Come se non bastasse lo sfondo di questa iniezione adrenalinica è uno scenario in continua evoluzione, che passa dalle splendide turchesi vedute del mare del Golfo di Orosei, allo scenario incomparabile della regione dell’Ogliastra. Tutto questo rendere la SS 125 una delle strade più affascinanti d’Italia!

Primi km macinati

Già nei primi minuti riusciamo a scorgere dei paesaggi molto suggestivi. L’isola di Tavolara, con le sue pareti rocciose a picco sul mare, in questa ora del giorno emana un’aurea rosea, sembra risplendere di luce propria. Meriterebbe una visita in barca, forse i prossimi anni riusciremo a fare anche questo. Per il momento l’avventura chiama e proseguiamo facendo rombare i cavalli sotto i nostri sederi. Naturalmente i 92 cv del mio Ducati sono di un’altra razza rispetto ai 105 del Gs quindi decido di lascare un po’ indietro il galeone di Francesco e di lanciare una piccola sfida alle incalzanti curve che si susseguono.

La vittoria del motomondiale dovrà aspettare perché il serbatoio piange e sono costretto a fermarmi al primo benzinaio, un altro grande difetto del mio bolide è il minuscolo serbatoio da 15 Litri e i consumi da portaerei.

In pochi minuti arriva anche Yao che con il serbatoio doppio rispetto al mio ha ancora moltissima autonomia.

Il tempo sembra volare e in un attimo arriviamo a Dorgali, dove abbiamo trovato un B&B che sarà il nostro campo base per qualche giorno. Molliamo le valige e gli ingombri e andiamo verso la sp 46 che porta dalla costa all’entroterra. Vogliamo raggiungere Orgosolo, che sorge in mezzo alla Barbagia ed è famosa per i murales dipinti sulle facciate delle case e sulle rocce intorno al paese.

Ci hanno consigliato un buon ristorante e diciamolo; per mangiare bene 80 km non sono poi molti…

To be continued…

Orientale Sarda!

Ah se ve lo siete persi, qui ritrovate il primo post sulla vacanza

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3 thoughts on “Arrivati sull’isola

  1. Be,fa piacere vedere che i rugbysti (a differenza di supposti campioni del calcio) sanno ancora godersi la vita , la natura e sono curiosi per il mondo che ci circonda.Buone avventure in campo e fuori.

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