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In giro per i bacari di Venezia

Come ti…Come ti chiami? – Allora non sei sordo e nemmeno muto –
Vi conoscete, passeggiate senza meta. Venezia diviene il discorso conduttore dei vostri perché. E, come in un romanzo, nasce ciò che è stato scritto da bardi e poetastri: una pagina d’amore. Fugace o duraturo Venezia questo non lo sa, per adesso è un abbozzo macchiato di spensierati desideri quasi fanciulleschi. Il sole scende accovacciando tra le case, depone la sua alcova in ca’ d’oro anche se, pagano, avrebbe voluto soffermarsi ai tavoli verdi del palazzo ca’ Vendramin Calergi dove Riccardo ancora vaga in cerca dei suoi leitmotiv ispirati dai posti, luoghi e persone veneziani.
Se chiudi gli occhi sembra di stare in un alveare; Bzzz, Bzzzz. Un brusio d’ali d’api; Le voci vicino a te un contrappunto delizioso, quelle lontane: dei tromboni che sbagliano l’entrata producendo dissonanze. Il direttore è il tuo orecchio; ascolta ma non comanda. Tutto è piacevole in quel palco vivo, tutto è così diverso che se vuoi trovare un minimo comune denominatore devi prendere la tua razionalità e scrollarla fortemente, farle perdere il suo manto rigido e testardo e vestirla di morbida fantasia.
gondola-venezia-rugbyadventuresLa fantasia non manca in Venezia ed il riflesso ondulato dell’acqua rapisce i nostri sogni e li fa beccheggiare e rollare nel colore liquido lagunare.
La luna è riflessa in un rio calmo e silenzioso incastrato tra due cubi di case tetre e scure. Alcune barchette riposano la stanca chiglia legate a bricole dai disegni spiroidali. Te e la tua nuova compagna sbadigliate perché quello scorcio è un potente soporifero. Decidete di fare un giro per bacari e assaporare la viziosa vita dionisiaca veneziana. Quindi entrate in anguste mattonaie che riproducono lo zigzagare delle calli e ve ne accorgete chiedendo: Dov’è il bagno? – Lungo il corridoio, sorpassato il bancone dei fritti a destra poi a sinistra, sali i gradini, svolti a destra e di fronte… ecco lo vedrai – Strada lunga e tortuosa dopo aver deglutito il parroco con tutto il clero precedente. Incontri la fila e quasi vorresti piangere ma fai buon viso a cattivo gioco, sorridi alle signorine; stringi le gambe, saltelli lievemente, muovi piccoli passi frenetico. Aaa… è il tuo turno. Uno, due, tre, venti, cinquanta, un minuto, uno e trenta… È lunga quanto la tua sete precedente. Eri entrato preoccupato, esci sorridendo; serafico. Raggiungi Eva si è questo il nome della donna del fortuito incontro. La squadri sotto la luce calda di una lampadina, ti accorgi di ciò che non avevi notato prima. Bacco lascia la timidezza a riposare e si insinua spavaldo. Taglio di occhi sottile; si alza leggermente in direzione delle orecchie. Quasi obliquo. L’iride verde, macchiata da poche chiazze marroni, assomiglia al colore delle tartarughe d’acquario. I capelli guizzano come una fiamma, sono corti. Un ciuffo ribelle sopra la fronte s’impenna bizzarro. Non che non li avessi notati prima ma, adesso li ricomponi alla figura esile e sorridente che hai davanti. Appare un quadro buffo dove la ritratta nella mano sinistra tiene stretto il nettare degli uomini. – Salute! – Ti dice. E i calici cozzano tintinnanti. Vi dirigete verso il “Do spade” altro antro “osterico” di Venezia. Prima di arrivarci tagliate tra le calli silenziose dove i nizioleti dichiarano la vicinanza dell’antica cantina: calle de l’ochialer, calle do Mori, calle do spade.
scorci-venezia-rugbyadventuresPrima della porta d’entrata, disegnato a muro, sulla destra una prospettiva anch’essa ubriaca riproduce piazza san Marco. La contempli come se fosse del Durer poi un giudizio affrettato la dichiara stupefacente. Entri, entra; bevi, beve, bevete. Due chiacchiere con il cuoco Alberto e altrettante con le cameriere fin che l’alcol nello scioglierti la lingua STRAN! te la raggroviglia. È tempo di andare, decidete di passeggiare per tornare in stazione. L’aria serotina rinfresca le idee; e la vista insieme alla parola si fa poco a poco più nitida.


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2 thoughts on “In giro per i bacari di Venezia

  1. E’ un piacere leggerti Ludo, e vedere le foto.
    E la cantina Do Spade è uno dei miei posti preferiti a Venezia.
    Un abbraccio,
    Daniele

  2. Wislawa Szymborska – Amore a Prima Vista

    Sono entrambi convinti
    che un sentimento improvviso li unì.
    E’ bella una tale certezza
    ma l’incertezza è più bella.
    Non conoscendosi prima, credono
    che non sia mai successo nulla fra loro.
    Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
    dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
    Vorrei chiedere loro
    se non ricordano
    una volta un faccia a faccia
    forse in una porta girevole ?
    uno scusi nella ressa ?
    un ha sbagliato numero nella cornetta ?
    ma conosco la risposta.
    non ricordano.
    Li stupirebbe molto sapere
    che già da parecchio
    il caso stava giocando con loro.
    Non ancora del tutto pronto
    a mutarsi per loro in destino,
    li avvicinava e allontanava,
    tagliava loro la strada
    e soffocando un risolino
    si scansava con un salto.
    Vi furono segni, segnali,
    che importa se indecifrabili.
    Forse tre anni fa
    o il martedì scorso
    una fogliolina volò via
    da una spalla a un’altra ?
    Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
    Chissà, forse già la palla
    tra i cespugli dell’infanzia ?
    Vi furono maniglie e campanelli
    su cui anzitempo
    un tocco si posava su un tocco.
    Valigie accostate nel deposito bagagli.
    Una notte, forse, lo stesso sogno,
    Subito confuso al risveglio.
    Ogni inizio infatti
    è solo un seguito
    e il libro degli eventi
    è sempre aperto a metà

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